Nel mondo della lavorazione della lamiera, ogni progetto porta con sé requisiti specifici legati alla destinazione d’uso, al contesto di installazione e alle condizioni ambientali a cui il componente sarà esposto.
Questo aspetto diventa particolarmente importante quando si realizzano particolari destinati all’esterno, dove pioggia, umidità, sbalzi termici e presenza di salinità possono compromettere nel tempo la resistenza del materiale e l’integrità del prodotto finito.
Per questo motivo, nei capitolati tecnici dei clienti vengono spesso indicate soglie minime di resistenza alla corrosione, espresse in ore di esposizione. Al di sotto di questi valori, il materiale o il rivestimento scelto non sono considerati idonei per l’applicazione richiesta.

Cos’è il test nebbia salina?
Il metodo più utilizzato per verificare la resistenza alla corrosione è il salt spray test, conosciuto anche come test in nebbia salina.
Durante questa prova, i campioni vengono inseriti in un ambiente controllato ed esposti a una soluzione salina vaporizzata. L’obiettivo è simulare in modo accelerato le condizioni di esposizione atmosferica a cui il componente potrebbe essere sottoposto nel corso degli anni.
Il test può durare centinaia o migliaia di ore, in base agli standard richiesti dal cliente e alla destinazione finale del prodotto. La prova permette di valutare il comportamento del materiale o del rivestimento nel tempo, individuando eventuali fenomeni di ossidazione, degrado superficiale o perdita di protezione.
Dalla scelta del materiale alla realizzazione dei campioni
La scelta del materiale più adatto parte sempre dall’analisi dei requisiti tecnici. Ogni cliente può definire standard differenti, in funzione delle proprie politiche interne, del settore di riferimento e delle condizioni di utilizzo del componente.
Una volta individuata la soluzione più coerente sulla base dei parametri forniti dai produttori di materia prima, si procede con la lavorazione di campioni da sottoporre al test.
In questa fase, EMEL affianca il cliente nella valutazione delle alternative disponibili, tenendo conto non solo delle caratteristiche del materiale, ma anche delle lavorazioni meccaniche previste nel ciclo produttivo. I campioni possono poi essere testati presso laboratori esterni accreditati oppure, in alcuni casi, direttamente dal cliente attraverso prove interne.
Perché le lavorazioni incidono sulla resistenza alla corrosione
La resistenza alla corrosione non dipende esclusivamente dal materiale scelto o dal tipo di rivestimento applicato. Anche le lavorazioni meccaniche possono influire in modo significativo sul comportamento finale del componente.
Taglio, foratura, piegatura e deformazioni possono infatti modificare o interrompere la continuità dello strato protettivo. Un caso tipico è quello della lamiera prezincata: durante il taglio, il profilo rimane privo di copertura e può trasformarsi in un punto di innesco della corrosione.
Se non adeguatamente gestito, questo fenomeno può estendersi nel tempo, compromettendo la durata e l’affidabilità del pezzo. Per questo motivo, già in fase di progettazione e industrializzazione è fondamentale valutare come ogni lavorazione possa influire sulla protezione superficiale del materiale.
Trattamenti post-produzione e protezione del componente
Quando il materiale individuato risponde ai requisiti tecnici ma le lavorazioni possono creare punti critici, è possibile intervenire ottimizzando il processo produttivo oppure applicando trattamenti successivi alla lavorazione.
L’obiettivo è proteggere il componente finito e sigillare le aree più esposte, garantendo una maggiore resistenza alla corrosione nel tempo.
Tra i principali trattamenti disponibili troviamo il primer anticorrosivo, la cataforesi, la zincatura e la verniciatura a polvere o a liquido. In molti casi, questi trattamenti vengono combinati tra loro: una protezione di base può essere affiancata a una finitura finale, così da migliorare sia le prestazioni tecniche sia l’aspetto estetico del pezzo.
Il valore dell’esperienza EMEL nella scelta della soluzione corretta
In EMEL, la valutazione della resistenza alla corrosione fa parte di un approccio più ampio alla lavorazione della lamiera. Ogni progetto viene analizzato considerando materiali, tecnologie produttive, trattamenti superficiali e requisiti di utilizzo finale.
Questo consente di individuare soluzioni coerenti con le richieste del cliente, riducendo il rischio di criticità in fase di test e migliorando l’affidabilità del componente finito.
Dalla scelta del materiale alla realizzazione dei campioni, fino alla definizione dei trattamenti più adatti, EMEL mette a disposizione competenza tecnica, esperienza produttiva e conoscenza dei processi industriali.
Un metodo di lavoro che permette di trasformare le specifiche di capitolato in componenti resistenti, funzionali e conformi agli standard richiesti.